
Fermati un secondo. Quante volte hai detto "scusa" oggi?
Non le scuse vere, quelle che servono. Parlo delle altre. Quella al collega che ti ha interrotto. Quella al telefono, prima ancora di aver detto qualcosa. Quella allo spigolo del tavolo. Quella per aver chiesto un favore piccolissimo, tipo farsi tenere aperta una porta.
E poi c'è la sera. Ti metti a letto e la testa apre il registro: quella frase l'hai detta male, quel messaggio dovevi scriverlo diverso, quella cosa in famiglia è andata storta e in qualche modo è colpa tua. Anche quando non c'entri niente, trovi il modo di infilarci una tua responsabilità.
Se ti sei riconosciuto in almeno due di queste, continua a leggere: c'è un fiore di Bach che Edward Bach aveva pensato esattamente per questo stato d'animo. E c'è un errore che fanno quasi tutti nel momento in cui lo prendono — te lo dico a metà articolo, non alla fine, perché è la parte che cambia davvero le cose.
Il fiore di cui sto parlando arriva da un albero che conosci benissimo. Cresce sui terreni poveri, sabbiosi, dove la maggior parte delle piante non attecchisce nemmeno. Tronco dritto, corteccia che si sfoglia a placche, aghi a due a due. Sta in piedi con pochissimo e non si lamenta mai.
È il pino silvestre. In inglese Pine, ed è il numero 24 dei 38 fiori del sistema di Bach.
Bach lo associava a un carattere preciso: la persona che lavora, si impegna, fa più degli altri, e nonostante questo si sente sempre in difetto. Non è la persona insicura che ha paura di sbagliare — quella è un'altra storia. È chi ha già fatto, ha fatto bene, e continua a chiedere scusa. Chi si accolla colpe che appartengono ad altri, perché in fondo "avrei potuto accorgermene".
È lo stesso tipo che si scusa per essere stanco. Che dice "scusa se ti disturbo" al proprio partner. Che dopo una giornata da undici ore pensa di non aver fatto abbastanza. L'albero che sta dritto sulla sabbia e pensa di non essere un albero come si deve: l'immagine è proprio questa.

Ecco l'errore che vedo fare più spesso. Si compra Pine e si prendono le gocce nel momento in cui il senso di colpa esplode: hai combinato qualcosa, ti senti in difetto, corri al flacone. Come si fa con un cerotto.
Solo che Pine non lavora sull'episodio. Lavora sull'abitudine. Su quella voce di fondo che accende il registro delle colpe anche nei giorni in cui non è successo assolutamente nulla. Se lo usi solo dopo l'episodio, gli stai chiedendo di sistemare in due minuti un modo di pensare che porti avanti da anni.
E allora ti propongo una cosa concretissima, da fare per 3 giorni. Tieni le note del telefono aperte e ogni volta che dici "scusa", "colpa mia", "perdonami", "sono io che", fai un trattino. Non giudicare, conta. Alla fine del terzo giorno guarda quanti trattini sono e — soprattutto — quanti di quei momenti erano davvero colpa tua.
Nella mia esperienza le persone si dividono in due gruppi. C'è chi scopre di aver detto scusa 15, 20 volte in un giorno per cose che non dipendevano da lui: questo è il territorio di Pine. E c'è chi invece si accorge che il problema è un altro — si sente responsabile di tutto e di tutti perché non riesce a delegare, e quello è un carattere diverso. Contare serve a non sbagliare fiore. Due minuti al giorno, e sai già molto di più.
La posologia dei fiori di Bach è semplice e non cambia da fiore a fiore: 4 gocce sotto la lingua, da 1 a 4 volte al giorno. Le lasci lì un attimo prima di deglutire, senza bere subito dopo. Se ti dà fastidio prenderle direttamente, puoi metterle in un po' d'acqua e bere a piccoli sorsi.
Ora, i momenti. Con Pine ce ne sono due che valgono più degli altri.
Il primo è la mattina, appena sveglio: parti dalla giornata con quel sostegno già in circolo, invece di arrivare a mezzogiorno con la lista delle colpe già lunga. Il secondo, e per molti è quello decisivo, è la sera prima di andare a letto — proprio nel momento in cui la testa apre il registro e ripassa tutto quello che hai sbagliato. Se devi scegliere una sola presa al giorno, scegli quella.
Poi puoi aggiungerne una nel pomeriggio e una in tarda giornata, arrivando alle 4 volte. Sui fiori di Bach la regolarità conta molto più della quantità: meglio 2 volte al giorno per un mese che 4 volte per tre giorni e poi il flacone dietro alle vitamine.
Quanto ti dura? Una boccetta da 30 ml contiene diverse centinaia di gocce. Andando avanti con 4 gocce 4 volte al giorno, quindi 16 gocce al giorno, ti copre più di un mese di uso continuativo. Se ne prendi 2 volte al giorno, sei tranquillamente sopra i due mesi. È un tempo che ha senso: i fiori si valutano su cicli di 3-4 settimane, non su tre giorni.

Qui la scelta è più semplice di quanto pensi: in catalogo Pine c'è in due formati da 30 ml, e sono entrambi analcolici.
Vuol dire che non devi chiederti se puoi prenderlo prima di guidare, se puoi lasciarlo sul comodino, se va bene per tutti quelli che vivono in casa con te. È la versione che scelgono i genitori, perché il flacone in casa lo apre chiunque, anche i più piccoli. Ed è quella giusta se eviti l'alcol per scelta, per abitudine o perché non lo tolleri.
Il modo di prenderlo non cambia: sempre 30 ml, stessa posologia, 4 gocce sotto la lingua. E senza quel pizzicore che ad alcuni non piace proprio. Meno domande, più probabilità che tu lo prenda davvero ogni giorno.
Un'ultima cosa. Un fiore di Bach non ti cambia il carattere e non ti rende una persona a cui non importa di niente. Il senso di responsabilità resta: quello è una qualità, non un difetto. Quello che si cerca di alleggerire è l'eccesso, quella quota di colpa che non ti appartiene e che ti sei semplicemente abituato a portare tu.
E adesso dimmi la tua: quante volte hai detto scusa oggi senza averne motivo? Fai il conto e raccontamelo, sono davvero curiosa di leggere i vostri numeri. Se poi provi Pine, torna qui a dirmi com'è andata dopo tre settimane.
4 gocce sotto la lingua, da 1 a 4 volte al giorno. Non serve aumentare la quantità: sui fiori di Bach quello che conta è la regolarità, non la dose. Se preferisci, puoi diluire le 4 gocce in un pochino d'acqua e bere a piccoli sorsi.
Sì, e con Pine sono due: la mattina appena sveglio, prima del caffè, e la sera prima di coricarti — cioè quando la testa ripassa la giornata cercando cosa hai sbagliato. Se puoi fare una sola presa, fai quella della sera.
Datti 3 settimane di uso regolare, meglio 4. I fiori di Bach non danno un effetto immediato che si nota al primo giorno: cambia il modo in cui reagisci alle situazioni, e questo lo vedi solo confrontando la settimana in corso con quella di partenza. Per questo l'esercizio di contare le scuse all'inizio è utile: ti dà un punto di paragone.
La differenza è solo il supporto. PINE Fiori di bach 30 ml è senza alcol, quindi va bene anche per i bambini e per chi evita l'alcol. PINE Fiori di Bach alcoolici 30 ml è la versione classica, con alcol. Formato, posologia e fiore sono identici: 30 ml, 4 gocce.
Sì, i fiori di Bach si abbinano tra loro senza problemi. Il consiglio è di non partire con cinque fiori insieme: se è la prima volta, prova Pine da solo per tre settimane, così capisci se è quello giusto per te. Poi eventualmente aggiungi.
In generale sì, i fiori di Bach non interferiscono con gli integratori. Se stai seguendo una terapia farmacologica, però, fai come dico sempre: la domanda la fai al tuo medico o al tuo farmacista, non a me.
In gravidanza e allattamento, se stai seguendo una terapia, e per i bambini molto piccoli: in questi casi sentine prima il tuo medico. E se il senso di colpa è così pesante che ti condiziona la giornata e non se ne va, parlane con un professionista: io non sono un medico, e per le cose importanti serve qualcuno che ti ascolti davvero.
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