
Succede tantissimo. Ed è il motivo numero uno per cui una donna mi scrive "su di me non ha funzionato".
Dieci giorni. A volte anche solo una settimana. Poi il flacone finisce in fondo al mobiletto del bagno, e lo ritrovi mesi dopo, scaduto, mentre cerchi il cerotto.
Il punto è che questa pianta non lavora come un antidolorifico. Non è una cosa che prendi alle nove di sera e alle nove e mezza è cambiato qualcosa. Lavora piano, in modo quasi noioso, e chiede tempo. Quanto tempo, però, non te lo posso mettere in un numero valido per tutte: non esiste una settimana segnata sul calendario in cui "si accende". Fra poco ti spiego perché, e come ragionarci sopra senza illuderti e senza mollare al primo giorno.
Prima però ti dico di quale radice sto parlando, perché la sua storia è proprio bella.
Allora, sto parlando della Cimicifuga racemosa, che sulle etichette trovi scritta anche come Actaea racemosa. In inglese la chiamano Black Cohosh: magari l'hai letto da qualche parte e non avevi capito che era la stessa pianta.
Cresce nei boschi del Nord America, e la parte che si utilizza non è il fiore: è la radice. Le popolazioni nativo-americane la conoscevano molto bene e la usavano per il nervosismo, per i dolori reumatici, per i dolori del ciclo e per accompagnare il parto.
Nell'Ottocento è arrivata in Europa, ed è diventata soprattutto una pianta della sfera femminile: tradizionalmente veniva impiegata per i dolori uterini, per il ciclo irregolare e per il periodo della menopausa.
Ed è esattamente per questo che oggi la cercano quasi tutte: vampate di calore, sudorazione, irritabilità, quel sonno che si spezza sempre alla stessa ora. La Cimicifuga viene usata per accompagnare quel periodo. Non lo cancella con un interruttore: lo accompagna. La differenza fra le due cose è tutta qui, ed è la ragione per cui serve pazienza.

Te lo dico come lo direi a un'amica seduta di fronte a me, senza girarci intorno.
All'inizio, molto probabilmente non noti nulla. È normale, non stai sbagliando niente, non serve aumentare. Stai solo iniziando.
Andando avanti, c'è chi mi racconta che qualcosa si muove, e non è quasi mai la vampata che sparisce di colpo: è la sera che diventa un pochino più gestibile, è il nervosismo che monta un po' meno per la stessa cosa che prima ti faceva saltare sulla sedia. E c'è chi invece non racconta niente. Non esiste un calendario uguale per tutte, e chiunque ti dica "entro la settimana tale succede questo" ti sta solo vendendo qualcosa.
Il momento in cui vale la pena fermarsi a valutare non lo decido io da qui: lo concordi con il tuo medico o con l'erborista di fiducia, in base alla tua situazione. Quello è il momento in cui ti fai la domanda onesta: presa tutti i giorni, senza salti, è cambiato qualcosa oppure no? Se la risposta è no, è giusto dire "non è la mia pianta" e parlarne con loro.
La regola vera è una sola: la costanza conta più della dose. Prenderne 3 per quattro giorni e poi zero per tre giorni vale meno che prenderne 2 tutti i santi giorni. Se ti dimentichi, tieni il flacone in bagno accanto allo spazzolino: è il posto in cui passi due volte al giorno senza pensarci.
E un consiglio molto pratico: segnati su un foglietto, anche solo con delle crocette, quante volte ti svegli di notte in questi giorni. Fra un mese non te lo ricorderai. E senza un punto di partenza scritto è difficilissimo capire se qualcosa si è mosso davvero o se te lo stai immaginando.
La scelta è più semplice di quello che sembra, perché dipende da due cose sole.
Le compresse. Ci sono nel formato da 120 compresse (60 g) e in quello da 300 compresse (150 g). Non contengono alcol. Sono la scelta comoda: le porti in borsa, non c'è niente da diluire, le prendi con un bicchiere d'acqua e hai finito. Con 2 al giorno, il formato da 120 ti copre circa due mesi. Il formato da 300 arriva tranquillamente a quattro-cinque mesi: è quello che scelgono le donne che l'hanno già provata e sanno di volerla portare avanti.
La tintura madre. La trovi nei flaconi da 60 ml, 120 ml e 200 ml. Attenzione a una cosa importante: questa versione l'alcol lo contiene, e lo trovi indicato in etichetta. Quindi se stai alla larga dall'alcol per qualsiasi ragione, la questione è chiusa in due secondi: vai sulle compresse. Se invece l'alcol non è un problema per te, la tintura madre ti permette di dosare in modo più fine e va bene se deglutire le compresse ti dà fastidio. Si diluisce sempre in poca acqua, seguendo la quantità indicata sul flacone.
Sulla durata ragiona così: il 60 ml è un formato piccolo, ti serve per capire se questo modo di prenderla ti è comodo, non per coprire un uso prolungato. Il 120 ml e il 200 ml sono quelli con cui riesci a portare avanti un uso continuativo senza restare a secco a metà strada. E restare a secco a metà, con questa pianta, è il modo più sicuro per non capire niente.
Il numero che ti serve, in una riga: 2-3 compresse al giorno, oppure la dose in etichetta della tintura madre diluita in un dito d'acqua. L'etichetta del tuo formato comanda sempre su di me.

Come dico sempre, io non sono un medico. E sulla Cimicifuga la prudenza conta più che con altre piante, quindi te la metto giù chiara.
Non in gravidanza e non durante l'allattamento. Non nelle ragazzine. E se stai seguendo una terapia, qualunque terapia, o se hai controlli in corso sul fegato, la Cimicifuga non la inizi da sola: prima ne parli con il tuo medico. Vale anche se hai questioni ormonali già seguite da uno specialista.
Se durante l'uso compare qualcosa che non ti torna, anche solo una digestione strana o una stanchezza nuova, sospendi e chiedi. Non serve insistere per vedere se passa.
E se il fastidio continua nonostante tutto, quello è il momento di parlarne con il tuo medico, non di aumentare la dose da sola. Su questo sono rigida.
Un'ultima cosa sugli abbinamenti. Se stai già prendendo altri integratori, non partire con tutto insieme lo stesso giorno. Introduci la Cimicifuga da sola per un po'. Così, se qualcosa si muove o se qualcosa ti dà fastidio, sai a chi dare il merito e a chi la colpa. È un trucco banale e nessuno lo fa.
Ora dimmi tu: quanti giorni di fila sei riuscita a prenderla prima di lasciar perdere? Scrivimelo, sono proprio curiosa di sapere se sei andata avanti per qualche settimana o se il flacone è ancora chiuso nel cassetto.
La dose di riferimento è 2-3 compresse al giorno con un bicchiere d'acqua. Se parti adesso, comincia da 2 e resta lì per le prime due settimane: c'è tutto il tempo per salire. Controlla sempre l'etichetta del tuo formato, quello da 120 o quello da 300 compresse.
Si diluisce sempre in poca acqua, nella quantità indicata sull'etichetta del flacone, una o più volte al giorno. Non prenderla pura: il sapore della radice è deciso. E ricorda che questa versione contiene alcol.
Se i fastidi sono soprattutto notturni, cioè sudorazione e risvegli, molte donne mettono una dose a metà pomeriggio e una dopo cena. Se invece è l'irritabilità della giornata a pesare, dividi fra mattina e sera. L'orario conta meno della costanza: la cosa che fa davvero la differenza è non saltare i giorni.
Il ciclo di prova sensato è di 8 settimane consecutive. Se ti trovi bene si può proseguire per qualche mese alternando periodi di pausa, ma a quel punto la durata la concordi con il tuo medico o con l'erborista: non si va avanti a oltranza da sole.
Due cose sole. La prima: le compresse non contengono alcol, la tintura madre sì. La seconda: le compresse sono più comode da portare in borsa e non hanno sapore, la tintura madre ti permette di dosare in modo più fine. Sul resto scegli in base alla tua giornata, non alla teoria.
Chi è in gravidanza o allatta, le ragazzine, e chi sta seguendo una terapia o ha controlli in corso sul fegato: in questi casi si sente prima il medico. Se compare qualsiasi reazione che non ti torna, sospendi e chiedi.
In generale sì, ma non partire con tutto insieme lo stesso giorno. Prendi la Cimicifuga da sola per due settimane, così capisci cosa fa lei. E se assumi farmaci, la valutazione dell'abbinamento la fa il tuo medico, non io e non l'etichetta.
Cimicifuga — Tintura madre Naturalma
cerca “cimicifuga compresse” su naturalma.it
CIMICIFUGA 300 compresse (150 g) Naturalma su Amazon
oppure cerca “cimicifuga compresse naturalma” su Amazon
Quale pianta scegliere in menopausa90 sec
Tre tinture madri contro lo stress59 sec
Tinture madri contro il reflusso: altea e melissa45 sec
Tinture madri contro la cellulite sclerotica99 sec
Pappa reale tintura madre: 40 gocce (2 ml) portano 400 mg, da una a tre volte al giorno. Quando prenderla, per quanto tempo e se scegliere 60 o 120 ml.
Continua a leggere
Pine è il fiore di Bach di chi si scusa sempre, anche quando non c'entra niente. Quante gocce, in quale momento della giornata e quale delle due boccette da 30 ml scegliere.
Continua a leggere